Durante il nostro weekend a Marrakech abbiamo cercato di assaggiare alcuni dei piatti più rappresentativi della cucina marocchina. In questo articolo ti raccontiamo cosa abbiamo mangiato davvero, cosa ci ha sorpreso e quali locali consigliamo.
Ci sono città che si scoprono camminando.
E poi ci sono città che si scoprono anche attraverso il profumo che arriva dai vicoli.
A Marrakech basta fare pochi passi nella Medina per essere avvolti dall'aroma delle spezie, del pane appena sfornato e dei tajine che cuociono lentamente. È una cucina molto diversa dalla nostra, ricca di sapori decisi e profumi intensi, che incuriosisce ancora prima di sedersi a tavola.
Per noi era tutto nuovo.
Ogni pasto è diventato un'occasione per conoscere un pezzetto in più della cultura marocchina, assaggiando piatti tradizionali e lasciandoci guidare dalla curiosità.
Non tutto ci ha conquistato allo stesso modo, ma proprio questo è il bello di ogni viaggio: uscire dalle proprie abitudini e scoprire sapori completamente diversi.
Prima di parlare di cucina, ti consigliamo di leggere anche il racconto completo del nostro weekend a Marrakech.
Una delle sorprese più piacevoli del viaggio è stata la colazione servita ogni mattina nel nostro riad, il Dar al Sultan.
Sedersi nel tranquillo cortile interno, mentre la città iniziava lentamente a svegliarsi, era il modo migliore per iniziare la giornata.
La tavola era ricca di pane appena sfornato, marmellate, dolci tipici, spremuta d'arancia e tante specialità marocchine preparate con semplicità ma con grande cura.
Non era la classica colazione internazionale degli hotel.
Era un piccolo assaggio della tradizione locale.
E forse proprio per questo ci è rimasta nel cuore.
La giornata iniziava sempre così: una colazione semplice, genuina e ricca di sapori marocchini.
Se c'è un piatto che identifica il Marocco, è sicuramente il tajine.
Durante il weekend ne abbiamo assaggiati diversi, accompagnati da cous cous, olive, verdure speziate e pane preparato secondo la tradizione locale.
La cosa che ci ha colpito di più non è stato un singolo ingrediente.
È stato l'equilibrio dei profumi.
Cumino, cannella, zafferano, coriandolo... spezie che spesso utilizziamo poco nella cucina italiana e che qui diventano protagoniste senza risultare mai eccessive.
Per noi è stato un modo completamente nuovo di vivere un pranzo o una cena.
Non cercavamo sapori familiari.
Volevamo assaggiare il Marocco.
E, piatto dopo piatto, ci siamo riusciti.
Uno dei ricordi più belli del viaggio non è legato a un ristorante.
È legato a una terrazza.
Una sera abbiamo deciso di salire su uno dei locali affacciati su Jemaa el-Fna per prenderci semplicemente una pausa.
Davanti a noi un tè alla menta, qualcosa da bere e una delle viste più belle di Marrakech.
Da lassù la piazza sembrava trasformarsi minuto dopo minuto.
Le prime bancarelle iniziavano a montare i tavoli, le luci si accendevano lentamente e il brusio diventava sempre più intenso.
Siamo rimasti lì senza fretta.
Più che parlare, osservavamo.
Le persone.
I colori.
I profumi che salivano dalla piazza.
È stato uno di quei momenti in cui non serve fare nulla di particolare.
Basta fermarsi.
Ancora oggi, ripensando a Marrakech, quella terrazza è una delle prime immagini che ci tornano in mente.
Perché a volte il ricordo più bello non nasce da un piatto.
Nasce dal posto in cui scegli di fermarti.
Se c'è una cosa che accompagna ogni momento della giornata in Marocco, è il tè alla menta.
Lo abbiamo trovato praticamente ovunque. Nei riad. Nei ristoranti. Sulle terrazze. Persino durante una semplice pausa.
Più che una bevanda, ci è sembrato un piccolo rituale di ospitalità.
Dolce, profumato e servito con grande cura, è diventato uno dei simboli del nostro weekend a Marrakech.
Non siamo grandi bevitori di tè.
Eppure, sarebbe impossibile raccontare questo viaggio senza citarlo.
Anche i dolci meritano una menzione.
Colorati, ricchi di miele, frutta secca e spezie, rappresentano perfettamente la cucina marocchina.
Li abbiamo trovati interessanti e molto diversi da quelli a cui siamo abituati in Italia.
Alcuni ci sono piaciuti subito.
Altri, lo ammettiamo, erano decisamente più dolci del nostro gusto.
Ma anche in questo caso il bello era proprio lasciarsi sorprendere.
Quando si viaggia, non si cercano solo sapori familiari.
Si cerca qualcosa di nuovo.
E Marrakech, sotto questo aspetto, non ci ha certo delusi.
Se domani dovessimo tornare a Marrakech, probabilmente non partiremmo con una lista infinita di ristoranti da provare.
Cercheremmo piuttosto di rivivere quelle sensazioni che ci hanno fatto innamorare della cucina marocchina.
Ci fermeremmo ancora una volta per una lunga colazione nel riad.
Ordineremmo senza pensarci un tajine fumante.
Berremmo un altro tè alla menta affacciati su Jemaa el-Fna, osservando la piazza cambiare volto con il passare delle ore.
E, naturalmente, faremmo molta più attenzione all'acqua.
Perché anche gli imprevisti fanno parte di ogni viaggio.
La cucina marocchina ci ha sorpresi.
Non tanto perché sia simile alla nostra.
Anzi, proprio per il contrario.
Le spezie, i profumi, il pane sempre presente in tavola, il tè alla menta e i tajine ci hanno accompagnato per tutto il weekend, trasformando ogni pasto in un'occasione per conoscere qualcosa di più della cultura locale.
Non tutti i sapori sono entrati immediatamente tra i nostri preferiti.
Ma è proprio questo il bello di viaggiare.
Lasciarsi sorprendere.
Assaggiare qualcosa di nuovo.
Scoprire che, a volte, un ricordo nasce più dall'atmosfera che dal piatto stesso.
Per noi Marrakech resterà sempre il profumo delle spezie nei souk, una terrazza affacciata su Jemaa el-Fna al tramonto e una cucina autentica, capace di raccontare il Marocco molto meglio di qualsiasi guida.
⭐⭐⭐⭐☆ (4/5)
Una cucina ricca di profumi e tradizioni, da vivere con curiosità e senza paura di uscire dalle proprie abitudini.
Se vuoi scoprire cosa vedere, dove dormire e cosa ci ha colpito di più della città, trovi tutto nell'articolo dedicato.