Zoosafari di Pombia con bambini
La nostra esperienza in famiglia
La nostra esperienza in famiglia
A gennaio 2024 siamo stati per la prima volta allo Zoosafari di Pombia con Giulio, che aveva quasi due anni.
La visita non era nata da mesi di programmazione. Avevamo ottenuto i biglietti con i punti del Gigante e ci siamo detti che poteva essere una buona occasione per provare qualcosa di diverso.
Per Giulio significava vedere dal vivo animali che fino a quel momento aveva incontrato soltanto nei libri o in televisione.
Per noi, a essere sinceri, non era poi così diverso.
Una cosa è sapere quanto sia alta una giraffa o quanto sia grande un rinoceronte. Un’altra è trovarseli a pochi metri dall’auto e sperare improvvisamente che tutti abbiano letto il regolamento meglio di noi.
Il ricordo più forte della giornata non è stato però un singolo animale.
È stato osservare Giulio mentre cercava di capire che cosa stesse succedendo fuori dal finestrino.
Il vero spettacolo, per noi, era guardare Giulio scoprire tutto dal finestrino.
La parte più particolare della visita è certamente quella del safari in auto.
Si entra direttamente con il proprio mezzo, oppure si può scegliere il trenino del parco, e da quel momento il finestrino diventa una specie di schermo aperto su un mondo completamente diverso.
Solo che, questa volta, gli animali non sono in televisione.
Sono lì. Vicini. A volte vicinissimi.
Per noi è stato questo l'aspetto più sorprendente dell'intera giornata: vedere dal vivo animali che normalmente associamo a documentari, zoo lontani o immagini viste sullo schermo.
Per Giulio, che aveva quasi due anni, tutto era nuovo.
E forse proprio per questo era bello osservare anche lui, non solo quello che c'era fuori dall'auto.
Le giraffe sono state tra gli incontri più spettacolari della giornata.
Tra gli incontri che ricordiamo meglio ci sono sicuramente le giraffe.
Forse perché, finché non te le trovi davvero davanti, non ti rendi conto fino in fondo di quanto siano alte, eleganti e anche un po' irreali.
Giulio ne era affascinato.
E lo capisco bene.
Perché anche noi lo eravamo.
Non serviva sapere il nome di ogni specie o leggere decine di informazioni.
Bastava guardare.
Zebre, auto e una sensazione strana: essere dentro il loro spazio, almeno per qualche minuto.
La stessa sensazione si ripete con altri animali lungo il percorso.
Non tanto per il numero di specie viste, quanto per la vicinanza.
La bellezza dello Zoosafari, per noi, è stata proprio questa: non vivere la giornata come una lunga lista di animali da spuntare, ma come una sequenza di piccoli incontri.
Una giraffa davanti all'auto.
Una zebra a pochi metri.
Un'antilope accanto allo specchietto.
E ogni volta quel piccolo istante in cui ti sorprendi davvero.
A quasi due anni, ogni animale diventava una scoperta.
Per Giulio le preferenze sono state piuttosto chiare.
Giraffe e ippopotami.
Non posso dire che abbia seguito un criterio scientifico molto rigoroso, ma a quasi due anni gli è concesso.
Quello che ricordo meglio, però, non è tanto quale animale gli sia piaciuto di più.
È il modo in cui guardava fuori.
La curiosità.
Lo stupore.
Quella concentrazione tipica dei bambini piccoli quando stanno cercando di capire qualcosa che non hanno mai visto prima.
Ed è forse questo il motivo principale per cui consiglierei lo Zoosafari alle famiglie con bambini.
Non perché sia semplicemente un posto dove vedere animali.
Ma perché, per un bambino piccolo, può diventare davvero una scoperta.
Dopo il safari in auto, la visita continua a piedi tra altri animali e spazi pensati anche per i bambini.
Una volta terminato il percorso in auto, la giornata non è finita.
C'è infatti tutta una parte del parco visitabile a piedi, con altri animali e aree diverse da esplorare.
Per noi è stato un bel cambio di ritmo.
Dopo essere rimasti in macchina e aver osservato tutto dal finestrino, poter camminare e continuare la visita ha reso la giornata più completa.
Soprattutto con un bambino piccolo, alternare momenti diversi aiuta molto.
All'interno c'è anche un piccolo luna park, pensato soprattutto per i bambini.
All'ingresso ci avevano dato anche due biglietti omaggio per le attrazioni, e naturalmente per Giulio è stata un'altra piccola scoperta.
Non è la parte principale della visita e non andremmo allo Zoosafari per questo.
Però è un'aggiunta piacevole, soprattutto se si viaggia con bambini piccoli e si vuole rendere la giornata ancora più varia.
Nella nostra esperienza sì.
Giulio aveva quasi due anni e ha vissuto la giornata con curiosità, soprattutto durante il percorso in auto.
Il safari gli ha permesso di vedere da vicino animali che conosceva soltanto attraverso libri e televisione, senza dover affrontare fin dall’inizio una lunga camminata. La parte pedonale e il piccolo luna park hanno poi reso la giornata più varia.
Non ricordiamo la visita come una lista di specie osservate.
Pensiamo a una giraffa a pochi metri dall’auto.
A due zebre davanti al cofano.
A Giulio con gli occhi spalancati fuori dal finestrino.
Le sue preferite sono state giraffe e ippopotami.
Le nostre, probabilmente, tutte le volte in cui abbiamo potuto osservare la sua reazione senza dover rispondere alla domanda «Quanto manca?».
Per noi lo Zoosafari di Pombia è stato soprattutto questo: una giornata di stupore condiviso.
Tra tutti gli animali visti, il ricordo più bello resta lo stupore di Giulio.
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