Eremo di Santa Caterina del Sasso
Un luogo che sembra sospeso sul Lago Maggiore
Un luogo che sembra sospeso sul Lago Maggiore
Avevamo visto molte fotografie dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso e pensavamo di sapere già che cosa ci avrebbe aspettato.
Ci sbagliavamo.
Le immagini mostrano bene il campanile, i porticati e la roccia che precipita nel Lago Maggiore, ma non riescono a restituire completamente la sensazione di trovarsi davanti a un edificio costruito in una posizione che, ancora oggi, sembra poco ragionevole.
Quando lo si osserva dal vivo, la prima domanda nasce spontanea: chi ha guardato quella parete di roccia e ha pensato che fosse il posto ideale per costruire un monastero?
È proprio questa posizione, stretta tra il lago e la montagna, a rendere l’Eremo diverso da qualsiasi altro edificio religioso che avevamo visitato fino a quel momento.
Abbiamo visitato l’Eremo durante una gita in giornata sul Lago Maggiore, quando ancora viaggiavamo soprattutto in coppia.
Pur vivendo in provincia di Varese e avendolo visto molte volte in fotografia, non lo avevamo mai osservato da vicino. È uno di quei casi in cui si continua a rimandare un luogo vicino a casa, convinti che tanto sarà sempre lì. Fortunatamente, in questo caso, anche l’Eremo ha avuto la pazienza di aspettarci.
La discesa verso l'Eremo anticipa lentamente ciò che ci aspetta.
Dal parcheggio superiore si raggiunge l’Eremo scendendo lungo una lunga scalinata panoramica.
A ogni curva il lago occupa una parte sempre più ampia del paesaggio. Per alcuni minuti si vedono soltanto acqua, vegetazione e montagna; poi, quasi all’improvviso, compare l’Eremo.
È il momento che ricordiamo meglio.
La posizione è così particolare che viene spontaneo chiedersi come sia stato possibile costruire un complesso religioso proprio lì, tra la parete di roccia e il lago.
La discesa è piacevole e scenografica. Naturalmente, al ritorno, la stessa scalinata smette misteriosamente di sembrare così romantica e torna a essere ciò che è: una bella quantità di gradini.
Il primo scorcio dell'Eremo è quello che difficilmente si dimentica.
Una volta entrati, il panorama continua a essere protagonista, ma non è l’unico motivo per fermarsi.
Il complesso è formato da ambienti costruiti e ampliati in momenti differenti. Si attraversano porticati, piccoli cortili e spazi religiosi che conservano un’atmosfera raccolta, molto diversa da quella aperta e luminosa delle terrazze.
Non avevamo programmato una visita approfondita dal punto di vista artistico, ma il contrasto tra gli ambienti interni e il lago visibile appena fuori rende l’esperienza particolarmente suggestiva.
Anche qui la posizione dell’Eremo continua a farsi sentire: basta uscire da una porta o attraversare un porticato per ritrovarsi nuovamente sospesi sopra l’acqua.
I porticati, i cortili e le terrazze si affacciano sul Lago Maggiore, che compare quasi a ogni passaggio.
A volte lo si osserva attraverso un arco, altre volte tra le colonne oppure direttamente dalla balaustra. Il panorama cambia di pochi metri in pochi metri, anche se il rischio è quello di scattare quindici fotografie apparentemente identiche e accorgersene soltanto una volta tornati a casa.
Ci è piaciuto soprattutto il contrasto tra la solidità della pietra e l’apertura continua verso l’acqua.
Non è una visita da affrontare correndo da un ambiente all’altro. Vale la pena fermarsi sulle terrazze, ascoltare il rumore del lago e osservare il paesaggio senza cercare necessariamente il prossimo punto da fotografare.
Ogni terrazza regala una prospettiva diversa sul Lago Maggiore.
Uno di quei luoghi che ricordiamo ancora con piacere.
Noi abbiamo raggiunto l’Eremo dall’alto, percorrendo la scalinata che scende dal parcheggio verso il Lago Maggiore.
La visita al complesso non richiede necessariamente un’intera giornata, ma consigliamo di prevedere almeno un'oretta per scendere, visitare gli ambienti con calma e risalire.
La scalinata è panoramica ma presenta numerosi gradini. Scarpe comode sono quindi consigliate, soprattutto in estate o in caso di terreno umido.
Per chi ha difficoltà motorie è opportuno verificare in anticipo le modalità di accesso disponibili e l’effettivo funzionamento dell’ascensore.
Giorni, orari, celebrazioni e modalità di visita possono cambiare. Prima di partire conviene quindi consultare le informazioni ufficiali aggiornate.
Secondo noi sì.
Non è una visita particolarmente lunga, ma riesce a unire in poco spazio architettura, storia, silenzio e uno dei panorami più suggestivi del Lago Maggiore.
La parte che ricordiamo meglio non è un singolo ambiente, ma l’intera sequenza dell’arrivo: la discesa, il lago che compare tra gli alberi e infine l’Eremo appoggiato alla roccia.
Le fotografie raccontano bene dove si trova.
Solo una visita riesce però a far capire quanto sembri improbabile che sia stato costruito proprio lì.
E, dopo aver affrontato la salita del ritorno, si apprezza ancora di più anche il parcheggio.
Questa è solo una delle tante esperienze che abbiamo vissuto vicino a casa.
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