Volo in aliante sul Lago di Varese
Un'ora di silenzio che non dimenticherò facilmente
Un'ora di silenzio che non dimenticherò facilmente
Non tutti i regali finiscono in un cassetto. Alcuni si trasformano in esperienze che, anche a distanza di anni, ricordi perfettamente.
Per il mio compleanno Laura decise di regalarmi qualcosa di diverso dal solito: un volo in aliante sopra il Lago di Varese. Evidentemente un maglione le sembrava troppo prevedibile.
All’inizio non sapevo bene cosa aspettarmi. Non avevo mai volato su un aliante e, fino a quel momento, lo avevo sempre considerato qualcosa riservato agli appassionati di volo. O, quantomeno, a persone molto più competenti di me in materia di correnti d’aria.
Arrivato a Calcinate del Pesce, osservavo gli alianti decollare e atterrare uno dopo l’altro. Da terra sembrava tutto incredibilmente semplice, quasi elegante. Mancavano pochi minuti al mio turno e continuavo a chiedermi come sarebbe stato volare senza motore: una domanda perfettamente legittima quando stai per salire su qualcosa che, appunto, non ha un motore.
La curiosità iniziò presto a prendere il posto dell’incertezza.
Quello che non immaginavo era che il ricordo più intenso non sarebbe stato il panorama sul Lago di Varese, ma una sensazione molto più difficile da descrivere: il silenzio.
Pochi minuti prima del decollo, senza immaginare che il ricordo più bello sarebbe stato... il silenzio.
La prima sorpresa arrivò subito: l’aliante non parte da solo.
Davanti a noi c’era un piccolo aeroplano che ci avrebbe trainati lungo la pista e poi verso la quota necessaria. All’inizio sembrava quasi un normale volo su un piccolo aereo da turismo.
Il rumore del motore accompagnava la salita, mentre il Lago di Varese iniziava lentamente ad allontanarsi sotto di noi.
Poi arrivò il momento che ancora oggi ricordo perfettamente.
Lo sgancio.
Un colpo secco.
E, all’improvviso, cambiò tutto.
L'aliante viene trainato da un piccolo aeroplano fino alla quota ideale.
Pensavo che il panorama sarebbe stato la parte più emozionante.
Mi sbagliavo.
La vera sorpresa arrivò dopo lo sgancio, quando il rumore del motore scomparve e rimase soltanto quello del vento.
L’aliante continuava a volare con una naturalezza incredibile, quasi galleggiando nell’aria. Non avevo l’impressione di cadere e nemmeno di essere sospeso nel vuoto: sembrava semplicemente di scivolare nel cielo.
Il pilota trasmetteva una tranquillità assoluta e io potevo limitarmi a fare una cosa: guardare fuori. Una mansione alla mia portata, finalmente.
È stato proprio in quel momento che ho capito quanto fosse particolare quell’esperienza. Non era il brivido a renderla speciale, ma l’esatto contrario: la calma.
Dopo lo sgancio il rumore sparisce e rimane soltanto il vento.
Guardare il Lago di Varese dall'alto è qualcosa che sorprende anche chi ci vive.
Riconosci i paesi, le strade, il lago e le montagne che fanno da cornice.
Sono luoghi familiari, ma osservati da questa prospettiva sembrano completamente diversi.
È uno di quei momenti in cui ti rendi conto di quanto sia bello il territorio che hai sempre dato per scontato.
Non servono voli intercontinentali per provare meraviglia.
A volte basta alzarsi qualche centinaio di metri da terra.
Da quassù il Lago di Varese assume tutta un'altra dimensione.
Se devo essere sincero, durante il volo non ho mai avuto paura.
La mia unica vera curiosità riguardava l’atterraggio: continuavo a chiedermi come fosse possibile tornare a terra senza un motore. Un dettaglio sul quale, quando sei già in volo, è forse un po’ tardi per informarsi.
In realtà tutto avvenne con una naturalezza sorprendente. Il pilota gestì la discesa con estrema precisione e l’atterraggio fu molto più dolce di quanto immaginassi.
Quando toccammo terra mi resi conto che era passata circa un’ora.
Un’ora volata.
In tutti i sensi.
Per quanto mi riguarda, sì.
Lo consiglierei a chi ha voglia di vivere qualcosa di diverso dal solito, ma non cerca necessariamente un’esperienza estrema o particolarmente adrenalinica.
Il volo in aliante mi ha colpito per un motivo quasi opposto: per un’ora il rumore lascia spazio al silenzio e il territorio che conosci assume una prospettiva completamente nuova.
Può essere un regalo originale oppure un modo insolito per riscoprire il Lago di Varese dall’alto. Non serve essere appassionati di aviazione e, almeno nella mia esperienza, non serve nemmeno avere nervi d’acciaio. Aiuta però ricordarsi che l’assenza del motore è una caratteristica, non un guasto.
Io lo rifarei senza pensarci due volte.
Questa è solo una delle tante esperienze che abbiamo vissuto vicino a casa.
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