Ogni viaggio lascia dei ricordi.
Alcuni hanno il colore del mare.
Altri il rumore delle onde.
Le nostre estati in Emilia-Romagna hanno soprattutto un profumo.
Quello della piadina appena scaldata.
Del pesce sulla griglia.
Del fritto mangiato guardando il porto.
Negli anni ci siamo accorti che il cibo è diventato parte integrante delle nostre vacanze. Non è mai stato il motivo per cui siamo partiti, ma è uno dei motivi per cui continuiamo a tornare.
Un'estate si ricorda anche così: un tavolo pieno di sapori che raccontano il mare.
Se state organizzando una vacanza tra Lido di Pomposa, Porto Garibaldi e Comacchio, vale la pena concedersi qualche pranzo e qualche cena per scoprire i sapori tipici di questa parte dell'Emilia-Romagna.
Per qualcuno è uno spuntino.
Per noi è la vacanza.
Appena arriviamo a Lido di Pomposa c'è una tradizione che si ripete puntuale: la prima piadina.
Non importa quanto sia stato lungo il viaggio o quanto sia tardi. Finché non abbiamo in mano una piadina, abbiamo quasi la sensazione di non essere ancora arrivati.
Negli anni abbiamo provato diversi chioschi, confrontato impasti, farciture e cotture. Ognuno ha il suo preferito, ma una cosa non cambia mai.
La nostra scelta ricade quasi sempre sulla classica: prosciutto crudo, squacquerone e rucola.
Semplice.
Perfetta.
Durante due settimane di vacanza finiamo tranquillamente per mangiarne cinque o sei. E quando arriva il momento di tornare a casa, c'è un'altra tradizione che non abbiamo mai abbandonato: comprarne qualche confezione da congelare.
Puntualmente ci diciamo che basteranno per qualche mese.
Puntualmente finiscono molto prima.
La prima piadina segna ufficialmente l'inizio delle vacanze.
Se la piadina è il simbolo dell'arrivo, il pesce è il sapore che accompagna tutta la vacanza.
Qui il mare finisce nel piatto con una naturalezza che ci ha conquistati anno dopo anno.
Fritto misto, grigliate, seppie, calamari, cozze, vongole, cappesante, sardoncini...
Ogni cena diventa l'occasione per assaggiare qualcosa di diverso.
Tra tutti, però, ci sono due piatti che per noi rappresentano davvero questa zona.
Il primo è il fritto misto, croccante e leggero quando è fatto come si deve.
Il secondo è la grigliata di pesce, servita spesso con verdure grigliate o polenta.
Ci è capitato più di una volta di sederci a tavola dicendo: "Stasera prendiamo qualcosa di leggero."
Poi arriva il menù.
E immancabilmente finiamo con fritto, grigliata e magari anche un antipasto da dividere.
E poi c'è Porto Garibaldi.
Una passeggiata sul porto basta per capire quanto il pesce faccia parte della vita quotidiana di queste persone. Le barche rientrano, il mercato prende vita e il pescato del giorno arriva direttamente nei ristoranti e nelle pescherie.
È uno di quei dettagli che rendono tutto ancora più autentico.
Dal fritto misto alla grigliata: ogni estate il pesce è protagonista delle nostre tavole.
L'Emilia-Romagna ha una cucina talmente ricca che sarebbe un peccato fermarsi al pesce.
Ogni tanto ci piace cambiare.
Capita così di ordinare un piatto di cappellacci, una lasagna o qualche altra specialità della tradizione emiliana.
Sono quei pranzi che ricordano le domeniche in famiglia e che, anche al mare, riescono a farti sentire a casa.
E poi ci sono prodotti che raccontano il territorio ancora prima di essere assaggiati: la coppia ferrarese, la salama da sugo, l'anguilla delle Valli di Comacchio.
Non li ordiniamo ogni estate, ma fanno parte dell'identità gastronomica di questa zona e meritano almeno una curiosità.
Tra una giornata di mare e l'altra, la cucina emiliana riesce sempre a conquistare un posto a tavola.
Le vacanze sono fatte di grandi ricordi.
Ma anche di piccole abitudini che, anno dopo anno, diventano tradizioni.
La nostra ha un orario preciso.
L'aperitivo.
Non c'è praticamente giorno in cui Giulio, prima o poi, non ci chieda:
«Papà... oggi facciamo l'aperitivo?»
Non importa se siano le dieci del mattino o le quattro del pomeriggio.
Prima o poi quella domanda arriva sempre.
Quando il sole inizia a scendere, la spiaggia si svuota lentamente e finalmente ci si concede qualche minuto senza guardare l'orologio.
Per noi significa uno spritz, una birra o un cocktail.
Per Giulio un succo di frutta, che beve con la stessa soddisfazione di un adulto.
Sono momenti semplicissimi.
Eppure, quando ripensiamo alle nostre estati, ci tornano in mente quasi quanto i tramonti.
Anche il gelato ha il suo spazio.
Non ogni sera.
Ma abbastanza spesso da trasformarsi in una piacevole scusa per fare due passi dopo cena.
L'aperitivo è il momento in cui la giornata rallenta davvero.
Se dovessimo racchiudere quarant'anni di estati in cinque sapori, probabilmente sceglieremmo questi.
La piadina.
Perché è il primo morso della vacanza e anche l'ultimo ricordo che riportiamo a casa.
Il fritto misto.
Perché ogni estate ne assaggiamo almeno uno che ci fa dire: "Questo era davvero speciale."
La grigliata di pesce.
Perché il profumo che arriva dalla brace è parte dell'atmosfera di Porto Garibaldi.
L'aperitivo.
Perché è il momento in cui la giornata rallenta davvero.
Il gelato.
Perché nessuna vacanza al mare finisce senza una passeggiata con un cono in mano.
Sono sapori semplici.
Ma hanno un potere incredibile.
Basta sentire il profumo della piadina appena scaldata o quello del pesce sulla griglia per ritrovarci, almeno con la mente, di nuovo lì.
Seduti a un tavolo.
Con la sabbia ancora tra i piedi.
E due settimane di vacanza ancora tutte da vivere.
Se vuoi scoprire perché continuiamo a tornare qui da oltre quarant'anni, ti raccontiamo la nostra esperienza completa nell'articolo dedicato a Lido di Pomposa e dintorni, con i nostri ricordi, la vita in spiaggia e i luoghi che abbiamo imparato ad amare nel tempo.