Alpe Devero
Neve, silenzio e una boccata d'aria
Neve, silenzio e una boccata d'aria
Ci sono luoghi che visiti una volta, ti piacciono e rimangono lì, in mezzo a tanti altri ricordi.
E poi ci sono quelli in cui torni.
L'Alpe Devero, per noi, appartiene decisamente alla seconda categoria.
Ci siamo stati più volte e in momenti diversi della nostra vita: da soli, con Giulio e anche insieme alla famiglia di Laura.
In estate, quando cerchiamo un po' di fresco e vogliamo scappare dalle giornate più calde.
In inverno, invece, per una ragione molto semplice: cerchiamo la neve.
Perché ormai dalle nostre parti nevica sempre meno e, quando hai un bambino, ti accorgi che quello che per te era quasi normale può diventare per lui qualcosa di speciale.
All'Alpe Devero non abbiamo mai cercato grandi imprese o percorsi da conquistare. Ci piace soprattutto arrivare, seguire il sentiero, entrare nel bosco e lasciarci circondare dallo spazio, dal silenzio e dalle montagne.
Una boccata d'aria, appunto.
Una delle nostre giornate d'inverno all'Alpe Devero, immersi in un paesaggio completamente innevato.
Forse è proprio questo il miglior complimento che possiamo fare all'Alpe Devero:
ci siamo tornati.
Non una volta sola per poter dire di esserci stati, ma più volte, in stagioni e momenti diversi.
Quando eravamo solo noi due, il Devero significava soprattutto montagne, neve, boschi e quella sensazione di essere improvvisamente lontani da tutto.
Poi è arrivato Giulio.
E inevitabilmente anche il nostro modo di vivere certi luoghi è cambiato.
Le montagne sono rimaste le stesse. I boschi anche. Ma improvvisamente il ricordo più importante non era più soltanto un panorama o una fotografia insieme.
Era nostro figlio sdraiato nella neve.
Era vederlo giocare.
Era una discesa con il bob.
Sono piccole cose, certamente. Ma spesso sono proprio quelle che, vent'anni dopo, restano davvero.
Il sentiero attraversa il bosco innevato: uno degli angoli dell'Alpe Devero che amiamo di più.
Se dovessimo scegliere tre parole per raccontare ciò che ci rimane dell'Alpe Devero, probabilmente sarebbero queste:
spazio, bosco e silenzio.
C'è qualcosa di particolare nel trovarsi in un ambiente così, soprattutto in inverno.
La neve modifica tutto.
Attutisce i rumori, copre il terreno, cambia i colori e rende il paesaggio quasi più essenziale. Rimangono il bianco, il cielo, gli alberi e le montagne.
E poi c'è quel silenzio che nella vita di tutti i giorni sembra quasi impossibile trovare.
Noi non siamo mai andati all'Alpe Devero con l'ossessione di seguire un itinerario preciso o di raggiungere a tutti i costi una determinata meta. Abbiamo seguito il sentiero, attraversato il bosco e semplicemente vissuto la giornata.
Ed è probabilmente proprio questo il modo in cui preferiamo stare qui.
Senza fretta.
Senza una lista da spuntare.
Senza dover trasformare ogni gita in una prestazione.
Durante una delle nostre giornate invernali abbiamo anche provato a partire con le ciaspole.
L'esperienza, però, è durata decisamente meno del previsto.
Le abbiamo prese, siamo partiti e ci siamo accorti quasi subito che, nelle condizioni di quella giornata, non erano affatto indispensabili.
Così le abbiamo restituite e abbiamo continuato senza.
Nessuna impresa epica. Nessuna traversata nella neve profonda da raccontare ai nipoti.
Semplicemente, non servivano.
E tutto sommato rappresenta bene il nostro modo di viaggiare: provare, capire cosa abbia davvero senso e non complicarsi la vita inutilmente.
Neve, larici e silenzio: a volte all'Alpe Devero non serve cercare altro.
A volte basta davvero poco: un bambino, tanta neve e la libertà di giocare.
Con Giulio, naturalmente, la giornata ha assunto tutto un altro significato.
Non serviva organizzare chissà quale attività.
C'era la neve.
Ed era più che sufficiente.
Abbiamo giocato, siamo rimasti semplicemente a goderci quel grande spazio bianco e abbiamo anche noleggiato un bob per fare qualche discesa insieme.
Forse proprio perché ultimamente dalle nostre parti nevica così poco, vedere Giulio felice in mezzo alla neve è diventato il ricordo più bello delle nostre giornate al Devero.
Uno di quei momenti semplicissimi che non avevano bisogno di essere programmati.
Un bambino.
Un bob.
La neve.
A volte basta davvero poco.
Una discesa con il bob e uno di quei ricordi che vorremmo conservare per sempre.
Prima noi due, poi la nostra famiglia: alcuni luoghi finiscono per accompagnare pezzi diversi della nostra storia.
Se dovessimo scegliere tre immagini dell'Alpe Devero da portare con noi ancora per molto tempo, non avremmo bisogno di cercare necessariamente i panorami più spettacolari.
La prima sarebbe Giulio sdraiato nella neve.
La seconda, una discesa con il bob insieme a lui.
E poi rimarrebbe da scegliere tra due immagini molto diverse: il silenzio della montagna o un bacio con Laura in mezzo alla neve.
Probabilmente, alla fine, non sceglieremmo.
Ci terremmo entrambe.
Perché raccontano due momenti diversi della nostra storia nello stesso luogo.
Prima noi due.
Poi la nostra famiglia.
Ed è anche per questo che certi posti, con il tempo, diventano più importanti di altri.
Dopo una giornata sulla neve, una sosta al caldo diventa parte del viaggio. Per tutti!
Dopo una giornata sulla neve, ci sono situazioni in cui non serve essere particolarmente originali.
Serve qualcosa di caldo.
Durante una delle nostre gite ci siamo fermati a mangiare in un piccolo ristorante lungo la strada del ritorno.
E naturalmente abbiamo scelto la polenta.
Non ricordiamo quel pranzo per un locale famoso o per un piatto sofisticato. Lo ricordiamo perché era esattamente quello che ci voleva in quel momento.
Caldo, semplice e perfetto dopo una giornata trascorsa fuori.
E in fondo anche questa è una delle cose che amiamo dei viaggi: non necessariamente il ristorante migliore in assoluto, ma quello giusto al momento giusto.
Prima di arrivare alla tranquillità della montagna, c'è un dettaglio pratico da non sottovalutare: il parcheggio.
Se c'è una cosa che abbiamo imparato dalle nostre visite, è che il parcheggio può diventare la parte meno rilassante della giornata.
La nostra esperienza è molto semplice:
o si arriva presto, oppure conviene valutare la prenotazione di un posto coperto a pagamento.
È uno di quei dettagli poco romantici che però possono cambiare completamente l'inizio di una gita.
Il nostro consiglio è quindi di non improvvisare troppo, soprattutto nelle giornate e nei periodi di maggiore affluenza.
Le modalità di accesso e parcheggio possono naturalmente cambiare nel tempo, quindi prima di partire conviene sempre verificare le informazioni aggiornate.
Noi abbiamo un motivo diverso per tornarci in ogni stagione.
In estate cerchiamo il fresco.
Quando le temperature diventano pesanti, salire verso la montagna significa cambiare aria, stare nel verde e respirare.
In inverno cerchiamo la neve.
Non tanto per praticare attività particolari o affrontare percorsi impegnativi. Più semplicemente, per ritrovare un paesaggio che vicino a casa nostra ormai vediamo sempre meno.
E forse è proprio questa doppia anima a farci tornare.
Il Devero può essere uno spazio verde quando vuoi scappare dal caldo e un grande paesaggio bianco quando senti la mancanza dell'inverno vero.
Per noi, però, il filo che unisce tutte le visite rimane lo stesso.
La sensazione di spazio.
Il bosco.
Il silenzio.
Per noi l'Alpe Devero è soprattutto questo: un posto in cui fermarsi, respirare e stare bene.
Alla fine, quando penso all'Alpe Devero, non mi viene in mente una lista di cose da vedere.
Penso a noi due sulla neve.
A Giulio sdraiato per terra e felice.
A una discesa con il bob.
A un bosco silenzioso.
A una polenta calda sulla strada del ritorno.
Sono immagini semplici, ma forse è proprio per questo che sono rimaste.
Per noi, l'Alpe Devero è questo.
Una boccata d'aria.
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