Palermo con bambini: il nostro primo volo in tre tra mercati, cannoli e profumo di Sicilia
Ci sono viaggi che ricordi per un monumento, altri per un panorama, altri ancora per un ristorante speciale.
E poi ci sono quelli che rimangono nel cuore perché segnano un "prima" e un "dopo".
Per noi Palermo è stata questo.
È stata la città del primo volo di Giulio, a poco più di due anni. Il nostro primo vero viaggio in aereo da famiglia di tre persone. Prima di partire avevamo mille domande: come avrebbe reagito in aeroporto? Si sarebbe spaventato durante il decollo? Avrebbe avuto pazienza durante il volo?
Spoiler: è andata molto meglio di quanto immaginassimo.
Anzi, la parte più difficile è stata convincerlo a lasciare il finestrino.
Il battesimo del volo: per Giulio il viaggio è iniziato ancora prima di decollare
Appena atterrati ci siamo resi conto di una cosa: Palermo non è una città che ti aspetta con calma.
Ti travolge.
Con il sole di novembre che sembra primavera, il vociare continuo dei mercati, il profumo di pane appena sfornato, le arancine che sfrigolano e quella sensazione tutta siciliana di sentirsi benvenuti anche se sei appena arrivato.
Abbiamo scelto di alloggiare in pieno centro, in zona Vucciria, e si è rivelata una scelta perfetta. Una volta lasciati i bagagli, abbiamo praticamente dimenticato ogni mezzo di trasporto: Palermo si gira bene a piedi e, con un bambino piccolo, potersi fermare ogni volta che qualcosa cattura la sua attenzione è un enorme vantaggio.
Quello che ci ha colpito di più non è stata una singola attrazione, ma l'atmosfera.
Le persone.
I sorrisi.
La naturalezza con cui ci siamo sentiti accolti.
E naturalmente... il cibo!
Perché diciamocelo subito: a Palermo non si mangia. A Palermo si vive mangiando!
E noi non ci siamo tirati indietro nemmeno per un secondo.
La prima vera giornata è iniziata senza una tabella di marcia rigida. Quando viaggiamo con un bambino preferiamo lasciare sempre spazio all'imprevisto: una sosta al parco, un gelato fuori programma o semplicemente qualche minuto in più davanti a qualcosa che lo incuriosisce.
Palermo, da questo punto di vista, è perfetta.
Si cammina, ci si perde e ci si ritrova continuamente.
Partendo dalla Vucciria abbiamo iniziato a esplorare il centro storico, passando tra vicoli pieni di vita, palazzi un po' decadenti ma incredibilmente affascinanti e piazze che sembrano cambiare atmosfera a ogni angolo.
I Quattro Canti e Piazza Pretoria sono stati il nostro primo vero impatto con la città.
La nostra prima passeggiata nel cuore di Palermo
Pochi minuti dopo ci siamo ritrovati davanti alla Cattedrale. Mentre noi osservavamo la sua imponenza, Giulio aveva già trovato qualcosa di molto più interessante: cancelli, gradini e ogni piccolo dettaglio che, agli occhi di un bambino, diventa un gioco.
Per noi una cattedrale. Per Giulio, un posto tutto da esplorare.
Ed è proprio questa la cosa che ci è piaciuta di Palermo con un bambino piccolo: non abbiamo mai avuto la sensazione di dover "intrattenere" Giulio. La città lo faceva da sola.
Naturalmente, però, il vero filo conduttore della giornata è stato un altro.
Il cibo.
O meglio...
Lo street food.
Se c'è una cosa che consigliamo a chiunque vada a Palermo è questa: dimenticate per qualche giorno la dieta e sedetevi il meno possibile al ristorante.
I mercati sono il vero cuore gastronomico della città.
Tra Ballarò e la Vucciria abbiamo assaggiato praticamente tutto quello che ci incuriosiva: arancine, panelle, crocchè, sfincione, granite siciliane e, naturalmente, il celebre pani ca meusa.
Lo street food palermitano: probabilmente il migliore che abbiamo mai mangiato.
Il pani ca meusa è stato quello che mi ha conquistato più di tutti. So che molti storcono il naso quando scoprono cosa contiene, ma il consiglio è uno solo: non chiedete prima, assaggiate. Potrebbe sorprendervi.
E poi sono arrivati i cannoli. Quelli veri.
Riempiti al momento. Croccanti fuori, cremosissimi dentro.
Uno di quei dolci che, finito l'ultimo morso, ti fanno già venire voglia del successivo.
È difficile spiegare quanto si mangi bene a Palermo.
Non è solo una questione di qualità.
È il rapporto tra gusto, tradizione e prezzo a rendere ogni sosta un piccolo evento.
Per questo, se un amico ci chiedesse un solo consiglio prima di partire, la risposta sarebbe semplicissima:
andate nei mercati e assaggiate tutto quello che vi ispira.
Sono loro, ancora prima dei monumenti, a raccontare l'anima della città.
Quando abbiamo raccontato che saremmo andati a Palermo con un bambino di due anni, qualcuno ci ha guardato con un po' di scetticismo.
Caotica, rumorosa, trafficata...
In realtà abbiamo scoperto una città molto più "family friendly" di quanto immaginassimo.
Il nostro segreto è stato semplice: alternare le visite ai momenti di gioco.
Ogni volta che vedevamo un parco o uno spazio aperto, ci fermavamo. Giulio correva, si sfogava e, una volta ripartiti, era felicissimo di stare sul passeggino o di passeggiare tenendoci per mano.
Il Giardino Garibaldi è stata una delle soste che ricordiamo con più piacere. Tra gli enormi ficus, i vialetti ombreggiati e la tranquillità del parco, ci siamo concessi una pausa lontano dal ritmo del centro storico.
Una pausa sul Foro Italico: il posto perfetto per rallentare e godersi Palermo con un bambino
Anche il lungomare ci ha regalato uno dei momenti più belli del viaggio.
Niente monumenti.
Niente attrazioni.
Solo io e Giulio seduti a guardare il mare.
Sono quei momenti semplicissimi che, a distanza di anni, rimangono impressi più di qualsiasi visita.
Il ricordo più bello del viaggio:
il nostro primo viaggio in aereo e un momento insieme davanti al mare di Palermo
Un'altra cosa che abbiamo apprezzato tantissimo è stata la disponibilità delle persone.
Ovunque siamo entrati abbiamo trovato sorrisi, battute e una grande attenzione verso Giulio. Nei mercati gli regalavano un assaggio, nei bar gli rivolgevano una parola gentile e nessuno sembrava infastidito dalla presenza di un bambino piccolo.
È una sensazione difficile da spiegare, ma contribuisce tantissimo a farti sentire in vacanza.
Se dovessimo dare un consiglio alle famiglie, sarebbe questo: non cercate di vedere tutto.
Palermo non è una città da "checklist". È una città da vivere con calma, lasciandosi trasportare tra una passeggiata, una piazza, un mercato e una granita.
Noi abbiamo scelto di dedicarle un weekend lungo e, per il centro storico, è stato il tempo giusto.
Con un giorno in più, probabilmente avremmo organizzato un'escursione nei dintorni o una giornata a Mondello (che però, a novembre, ci era stata sconsigliata perché molti locali erano chiusi).
È l'unica cosa che cambieremmo tornando indietro.
Dopo questo primo viaggio, ci sono alcune cose che ci sentiamo di consigliare a chi sta organizzando un weekend a Palermo in famiglia.
Se il vostro obiettivo è visitare Palermo in due o tre giorni, scegliere un alloggio nel cuore della città è la soluzione migliore. Noi abbiamo soggiornato in zona Vucciria e ci siamo mossi sempre a piedi, senza lo stress di autobus o parcheggi.
Il consiglio più importante è semplice: lasciate perdere i programmi troppo rigidi e fatevi guidare dal profumo.
Entrate nei mercati, osservate dove mangiano i palermitani e assaggiate anche quello che, a prima vista, potrebbe sembrarvi insolito. Dal pani ca meusa alle panelle, passando per arancine e crocchè, ogni assaggio racconta un pezzo della città.
E, prima di ripartire, concedetevi almeno un cannolo riempito al momento.
Con un bambino piccolo non serve correre da un monumento all'altro.
Noi abbiamo scoperto che bastava una sosta al parco giochi o qualche minuto in uno spazio aperto perché Giulio si ricaricasse completamente. Da quel momento in poi era pronto a riprendere le passeggiate senza problemi.
Per visitare il centro storico, assaporare la città e mangiare con calma, un weekend lungo è più che sufficiente.
Se avete quattro o cinque giorni, invece, vi consigliamo di aggiungere un'escursione nei dintorni o una giornata a Mondello (meglio però dalla primavera all'inizio dell'autunno).
📍 Destinazione: Palermo (Sicilia)
📅 Periodo: Novembre 2023
✈️ Come arrivare: Volo EasyJet da Milano Malpensa
🏨 Dove abbiamo dormito: Cocciu d'Amuri (zona Vucciria)
👨👩👦 Ideale per: Famiglie, coppie, amanti dello street food e dei weekend culturali.
🚶 Come muoversi: A piedi. Per il trasferimento da e per l'aeroporto abbiamo utilizzato un NCC e bus (al ritorno)
⏱️ Durata consigliata: 3 giorni per il centro storico; 4-5 giorni se si vogliono visitare anche i dintorni.
⭐ Città: 8/10
🍴 Cibo: 11/10!!!
👨👩👦 Famiglie: 9/10
💰 Rapporto qualità/prezzo: 9/10
🧹 Pulizia: 8/10
🚶 Facilità di visita: 9/10
🔁 Voglia di tornarci: 8/10
Fontana Pretoria al tramonto: il saluto perfetto a una città che ci ha fatto innamorare
Ci sono città che ti colpiscono per i monumenti e altre che ti conquistano per l'atmosfera.
Palermo, per noi, appartiene alla seconda categoria.
Ricorderemo sempre il primo volo di Giulio, il profumo dello street food che riempiva le vie del centro, i sorrisi delle persone incontrate lungo il cammino e quel momento semplice, seduti insieme davanti al mare.
Se oggi un amico ci chiedesse un solo consiglio prima di partire, non avremmo dubbi:
vai a Palermo con tanta curiosità... e con ancora più fame.
Perché è una città che si visita con gli occhi, ma si ricorda soprattutto con il cuore e con il palato.